Nuova sentenza del TAR Puglia: respinte le eccezioni di competenza e prescrizione. Confermato il diritto alla riliquidazione del TFS con inclusione dei sei scatti stipendiali anche se INPS resiste.
Chi segue da tempo il contenzioso relativo ai Sei Scatti TFS sa bene che il problema è tutt’altro che risolto.
Nonostante le numerose sentenze favorevoli ottenute negli ultimi anni dai militari e dagli appartenenti alle Forze di Polizia, l’INPS continua infatti a contrastare le richieste di riliquidazione del trattamento di fine servizio, sollevando ogni possibile eccezione processuale prima ancora di affrontare il merito della controversia.
Competenza territoriale
Interesse ad agire
Prescrizione
Legittimazione
Tempestività del ricorso
Questioni che, se non adeguatamente affrontate, rischiano di trasformarsi in ostacoli capaci di ritardare per anni il riconoscimento del diritto ai Sei Scatti TFS.
Una recente sentenza del TAR Puglia ottenuta dal nostro Studio dimostra però che tali eccezioni non possono essere utilizzate per impedire il riconoscimento di diritti ormai confermati da una consolidata giurisprudenza amministrativa.
Sei Scatti TFS: perché il problema è ancora attuale
Molti appartenenti alla Guardia di Finanza e alle altre Forze di Polizia ritengono erroneamente che la questione dei Sei Scatti TFS sia ormai definitivamente risolta.
La realtà è diversa.
Ancora oggi numerosi militari cessano dal servizio senza ottenere spontaneamente la corretta riliquidazione del TFS con inclusione dei sei scatti stipendiali.
Ciò significa che, nella maggior parte dei casi, il riconoscimento dei Sei Scatti TFS continua a richiedere una specifica iniziativa da parte dell’interessato.
Ed il tempo, in queste controversie, raramente favorisce il pensionato.
Sei Scatti TFS e competenza territoriale: il TAR respinge l’eccezione INPS
Nel recente giudizio definito dal TAR Puglia, l’INPS ha contestato persino la competenza territoriale del Tribunale di alcuni soci dell’ANFI Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia.
L’Istituto ha sostenuto che alcuni ricorrenti avrebbero dovuto promuovere il giudizio presso altre sedi territoriali.
Il TAR ha rigettato integralmente tale impostazione, confermando la correttezza della scelta processuale adottata e riaffermando i principi elaborati dalla più recente giurisprudenza del Consiglio di Stato.
Si tratta di un passaggio particolarmente importante poiché dimostra come, anche nelle controversie relative ai Sei Scatti TFS, l’attenzione agli aspetti processuali sia fondamentale per evitare inutili rallentamenti.
Prescrizione dei Sei Scatti TFS: l’INPS resiste deve fornire la prova
Tra le eccezioni più frequentemente utilizzate dall’INPS nelle cause relative ai Sei Scatti TFS vi è certamente quella della prescrizione.
Molti pensionati ritengono che il semplice decorso del tempo renda automaticamente impossibile ogni iniziativa giudiziaria.
Le cose non stanno così.
La recente sentenza del TAR Puglia ricorda infatti un principio fondamentale: la prescrizione non può essere semplicemente affermata, ma deve essere rigorosamente dimostrata da chi la eccepisce.
Nel caso esaminato dal Tribunale, l’INPS non è riuscito a dimostrare quando i ricorrenti avessero effettivamente ricevuto gli atti dai quali sarebbe stato possibile comprendere l’esclusione dei Sei Scatti TFS dal calcolo della buonuscita.
Una precisazione che assume grande importanza pratica per molti ex appartenenti alle Forze di Polizia.
Interesse ad agire: non occorre attendere la liquidazione definitiva
Un altro tema particolarmente importante riguarda l’interesse ad agire.
Anche su questo fronte la giurisprudenza più recente appare sempre più favorevole ai ricorrenti.
Come già affermato dal TAR Lazio e dal TAR Piemonte, il diritto a contestare l’esclusione dei Sei Scatti TFS può sorgere anche prima della materiale liquidazione della buonuscita, quando l’Amministrazione abbia già manifestato la propria volontà di escludere il beneficio dal prospetto di calcolo.
Si tratta di un principio che evita di costringere il personale in congedo ad attendere passivamente l’erogazione di somme già calcolate in modo errato.
Il diritto continua ad essere riconosciuto dai Tribunali
Una volta superate le eccezioni preliminari, il quadro giurisprudenziale relativo ai Sei Scatti TFS appare ormai sempre più consolidato.
Consiglio di Stato, CGARS e numerosi TAR hanno infatti riconosciuto il diritto alla riliquidazione del trattamento di fine servizio in favore del personale che, al momento della cessazione dal servizio, aveva maturato i requisiti previsti dalla normativa.
La recente decisione del TAR Puglia si inserisce proprio in questo filone giurisprudenziale, confermando ancora una volta la fondatezza delle ragioni dei ricorrenti.
Perché è importante non perdere tempo
L’esperienza maturata in questi anni insegna che il problema dei Sei Scatti TFS non riguarda soltanto il merito della controversia.
Molte cause vengono infatti rallentate da questioni preliminari relative alla competenza, alla prescrizione o all’interesse ad agire.
Per questo motivo è fondamentale affrontare tempestivamente la questione e verificare la propria posizione prima che il trascorrere del tempo renda più complessa la tutela del diritto.
In materia di Sei Scatti TFS il fattore tempo rappresenta spesso il miglior alleato di chi resiste alla riliquidazione e il peggior nemico di chi attende troppo a lungo prima di agire.
Sei Scatti TFS: il contenzioso continua
La recente sentenza del TAR Puglia conferma che il contenzioso relativo ai Sei Scatti TFS è ancora pienamente attuale.
L’INPS continua a resistere, sollevando eccezioni di ogni genere.
La giurisprudenza continua però a ribadire principi sempre più chiari in favore dei ricorrenti.
Ed è proprio per questo motivo che la questione dei Sei Scatti TFS merita ancora oggi attenzione, approfondimento e una costante attività di aggiornamento a tutela del personale in servizio e in congedo.
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