Rimborso IRPEF FAF nuove sentenze favorevoli
Il contenzioso relativo al rimborso IRPEF FAF continua a registrare sviluppi importanti in tutta Italia e le più recenti pronunce confermano come la questione sia tutt’altro che definita.
Negli ultimi giorni ha suscitato particolare interesse una sentenza della Perugia_Sentenza n. 159.26_RG_405.25, nonostante l’Agenzia delle Entrate avesse eccepito il decorso del termine di quarantotto mesi previsto dall’art. 38 del DPR n. 602/1973.
La notizia ha rapidamente fatto il giro delle chat e dei gruppi dedicati agli appartenenti e agli ex appartenenti al Corpo, riportando l’attenzione sul tema del rimborso IRPEF FAF e sulle numerose controversie ancora pendenti dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria.
La sentenza di Perugia, tuttavia, non rappresenta un episodio isolato. Al contrario, si inserisce in un contesto giurisprudenziale sempre più articolato che negli ultimi due anni ha visto susseguirsi numerose decisioni favorevoli ai contribuenti.
Come nasce il contenzioso
Il contenzioso sul rimborso IRPEF FAF trae origine dalla tassazione applicata all’indennità aggiuntiva di buonuscita erogata dal Fondo Assistenza Finanzieri.
Per molti anni tale indennità è stata assoggettata a tassazione separata senza applicare la riduzione della base imponibile prevista dall’art. 19, comma 2-bis, del TUIR.
La situazione è cambiata con la risposta ad interpello n. 91 del 12 aprile 2024, mediante la quale l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che anche l’indennità aggiuntiva FAF deve beneficiare della riduzione di euro 309,87 per ogni anno di servizio utile.
Da quel momento il tema del rimborso IRPEF FAF è entrato al centro dell’attenzione di migliaia di ex appartenenti alla Guardia di Finanza che hanno scoperto di aver subito una tassazione superiore a quella ritenuta oggi corretta dalla stessa Amministrazione finanziaria.
Il problema che avevamo previsto
Fin dalle prime settimane successive alla pubblicazione dell’interpello n. 91/2024 apparve evidente che il rimborso IRPEF FAF non si sarebbe risolto attraverso una spontanea restituzione delle somme da parte dell’Amministrazione.
L’esperienza maturata in numerosi contenziosi tributari ci portò infatti a ritenere che l’Agenzia delle Entrate avrebbe probabilmente eccepito il decorso del termine di quarantotto mesi per molte delle posizioni più risalenti nel tempo.
Parallelamente appariva prevedibile che il rimborso IRPEF FAF sarebbe stato spesso riconosciuto in misura inferiore rispetto a quella effettivamente spettante, escludendo dal calcolo i cinque anni di anzianità convenzionale.
I fatti successivamente verificatisi hanno confermato tali previsioni.
Sentenza Perugia sul rimborso IRPEF FAF: cosa ha deciso la Corte
La recente sentenza di Perugia ha affrontato uno dei temi più delicati dell’intero contenzioso sul rimborso IRPEF FAF.
L’Agenzia delle Entrate sosteneva che la domanda fosse tardiva poiché presentata oltre quarantotto mesi dopo l’erogazione dell’indennità.
La Corte ha invece accolto il ricorso riconoscendo che la questione non poteva essere valutata come un semplice errore materiale, ma doveva essere esaminata alla luce del sopravvenuto mutamento interpretativo intervenuto con l’interpello n. 91/2024.
La decisione rappresenta una conferma importante per tutti coloro che hanno richiesto il rimborso IRPEF FAF dopo aver acquisito conoscenza della nuova interpretazione adottata dall’Amministrazione finanziaria.
La svolta Roma: la più importante sentenza collettiva sul rimborso IRPEF FAF
Se la sentenza di Perugia ha attirato l’attenzione mediatica, la decisione che maggiormente caratterizza l’evoluzione del rimborso IRPEF FAF è quella pubblicata dalla Corte di Giustizia Tributaria di Roma nel mese di aprile 2026.
La pronuncia riguarda un ricorso collettivo promosso nell’interesse di oltre sessanta soci ANFI assistiti dall‘Avv. Mario Bacci, responsabile del Centro di Assitenza Legale ANFI .
Si tratta, ad oggi, della più significativa decisione collettiva intervenuta nel contenzioso sul rimborso IRPEF FAF.
Per la prima volta una Corte Tributaria è stata chiamata ad esaminare simultaneamente un numero così elevato di posizioni, molte delle quali accomunate proprio dalle problematiche relative al rimborso IRPEF FAF oltre i quarantotto mesi.
La Corte ha accolto il ricorso riconoscendo la fondatezza delle ragioni dei contribuenti e condannando l’Agenzia delle Entrate al pagamento delle spese di giudizio per circa diecimila euro.
Le sentenze di appello sul rimborso IRPEF FAF
Il rimborso IRPEF FAF è ormai entrato stabilmente nella fase dei giudizi di secondo grado.
L’Agenzia delle Entrate ha impugnato numerose sentenze favorevoli ai contribuenti nel tentativo di ottenere un orientamento più restrittivo.
Ad oggi, tuttavia, il quadro giurisprudenziale non può dirsi uniforme.
Accanto ad alcune decisioni favorevoli all’Amministrazione finanziaria, si registrano importanti pronunce di segno opposto provenienti da diverse Corti di Giustizia Tributaria di secondo grado.
Particolarmente significative risultano le decisioni intervenute in Abruzzo, Campania e Liguria, che hanno confermato molte delle tesi sostenute dai contribuenti in materia di rimborso IRPEF FAF.
La stessa Corte della Liguria ha addirittura riformato una sentenza sfavorevole emessa in primo grado, riconoscendo la fondatezza dell’appello promosso dal contribuente.
Rimborso IRPEF FAF e periodo convenzionale: la nuova frontiera del contenzioso
Oggi il tema del rimborso IRPEF FAF non riguarda soltanto l’esistenza del diritto al rimborso.
Sempre più frequentemente il confronto si concentra sulla corretta quantificazione delle somme spettanti.
L’Agenzia delle Entrate continua infatti a sostenere che la riduzione prevista dall’art. 19, comma 2-bis, del TUIR debba essere applicata esclusivamente agli anni di servizio effettivo.
Secondo tale impostazione non dovrebbero essere computati i cinque anni di anzianità convenzionale.
Si tratta di una questione particolarmente rilevante poiché da essa dipende una parte significativa dell’importo spettante a titolo di rimborso IRPEF FAF.
Le più recenti pronunce stanno però iniziando ad affrontare anche questo profilo, riconoscendo la correttezza dell’inclusione del periodo convenzionale nei conteggi effettuati dai contribuenti.
Il punto a giugno 2026
A distanza di oltre due anni dalla pubblicazione dell’interpello n. 91/2024 il contenzioso sul rimborso IRPEF FAF appare profondamente diverso rispetto alle sue fasi iniziali.
Le sentenze favorevoli sono ormai numerose.
Le Corti di secondo grado stanno iniziando a pronunciarsi sulle questioni più controverse.
Il dibattito relativo al rimborso IRPEF FAF oltre i quarantotto mesi rimane aperto e il tema del periodo convenzionale continua ad assumere un ruolo centrale nella corretta determinazione delle somme spettanti.
Le recenti pronunce dimostrano che molte posizioni considerate definitivamente chiuse meritano oggi una nuova valutazione.
La vicenda del rimborso IRPEF FAF è ancora in evoluzione, ma le decisioni che si stanno susseguendo nei Tribunali italiani stanno progressivamente delineando un orientamento sempre più favorevole alla tutela dei contribuenti.
Chi può ancora valutare il rimborso IRPEF FAF
Alla luce delle più recenti decisioni, meritano particolare attenzione:
- coloro che hanno ricevuto un rigetto fondato esclusivamente sul decorso del termine di quarantotto mesi;
- coloro che hanno presentato un’istanza di rimborso IRPEF FAF e non hanno ancora ricevuto risposta;
- coloro che hanno ottenuto un rimborso IRPEF FAF inferiore rispetto a quello originariamente richiesto;
- coloro che non hanno mai approfondito la propria posizione dopo la pubblicazione dell’interpello n. 91/2024.
Ogni posizione presenta caratteristiche specifiche e richiede una valutazione individuale.
Come agire – valuta la modulistica per aderire

