La battaglia sulla perequazione pensioni segna un nuovo passaggio fondamentale. Dopo le ordinanze di rimessione della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna (n. 76/2025) la Corte Costituzionale ha fissato la data dell’udienza pubblica: il prossimo 21 ottobre 2025.
Si tratta di un appuntamento di estrema rilevanza per migliaia di pensionati e soci dell’A.N.F.I. – Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, che hanno visto i propri trattamenti ridotti a causa della norma contenuta nell’art. 1, comma 309, della legge n. 197/2022.
Cosa è in discussione
La norma impugnata ha limitato, per l’ennesima volta, la rivalutazione delle pensioni superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS per il biennio 2023–2024.
Questa volta, però, la Consulta sarà chiamata ad affrontare un profilo di illegittimità costituzionale del tutto nuovo così come spiegato nel nostro precedente articolo: la violazione dell’art. 53 della Costituzione, che sancisce il principio di capacità contributiva e di equità fiscale .
L’ordinanza della Corte dei Conti della Valle d’Aosta ha riconosciuto che le eccezioni difensive da noi sollevate coincidono pienamente con quelle già accolte dall’Emilia-Romagna, valorizzando per la prima volta la lesione diretta di un principio cardine del sistema tributario.
Le possibili conseguenze della decisione
Se la Corte Costituzionale dichiarerà l’illegittimità della norma, gli effetti saranno immediati e rilevanti:
tutti i pensionati interessati avranno diritto al ricalcolo della perequazione pensioni per il biennio 2023–2024;
le somme già liquidate in misura ridotta potranno essere recuperate come arretrati;
la giurisprudenza nazionale dovrà uniformarsi al verdetto della Consulta, con conseguente beneficio esteso a tutti gli aventi diritto.
Conclusioni
La vicenda della perequazione pensioni 2023–2024 dimostra che la battaglia è tutt’altro che chiusa.
Il 21 ottobre 2025 si annuncia come una data cruciale: la parola torna alla Corte Costituzionale, che con la sua decisione potrà riaprire una partita che molti consideravano ormai conclusa.
Come sempre, sarà nostra cura informare tempestivamente tutti i ricorrenti e le Sezioni ANFI sugli sviluppi e sugli esiti di questa attesa pronuncia.

