Perequazione Pensioni – Dalla CEDU alla Consulta .. la battaglia continua
La nostra lunga battaglia per la perequazione pensionistica ha conosciuto un passaggio cruciale anche davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Questo è avvenuto con il ricorso Adami et autres c. Italie – Requête n° 17739/25, introdotto il 12 giugno 2025 e deciso il 28 agosto 2025.
È importante sottolineare che il ricorso ha superato il vaglio preliminare di ammissibilità ed è stato esaminato nel merito. Si tratta di un risultato non scontato. La gran parte dei ricorsi alla CEDU viene infatti respinta già in fase iniziale per vizi formali o procedurali.
Tuttavia, pur avendo superato questa selezione e pur essendo stato discusso nel merito, la Corte ha dichiarato il ricorso irricevibile. La decisione, resa pubblica il 4 settembre 2025, è definitiva e non può essere oggetto di ulteriori impugnazioni.
È bene anche chiarire che il rigetto è stato motivato sulla scorta delle disposizioni normative di cui all’art. 35 comme 3 della Convenzione. Questa disposizione consente alla Corte di dichiarare irricevibile un ricorso se lo ritiene incompatibile con la Convenzione, manifestamente infondato o se considera che il ricorrente non abbia subito un “pregiudizio importante”.
Rimaniamo decisamente perplessi. Sostenere, infatti, che i pensionati – colpiti da ripetuti interventi legislativi che hanno inciso pesantemente sulla loro pensione – non abbiano subito un pregiudizio “importante”, appare lontano dalla realtà concreta vissuta da migliaia di famiglie. Ma questa è la decisione !!
Un nuovo fronte aperto davanti alla Consulta
Tuttavia, se da un lato la decisione europea ha chiuso la possibilità di attendere al risarcimento richiesto per la mancata perequazione delle pensioni, dall’altro la questione perequativa relativa al 2023-2024 resta più che mai attuale in Italia.
Questa volta, la Consulta sarà chiamata a valutare profili innovativi di illegittimità costituzionale della già contestata norma perequativa del 2023-2024. Se la Corte Costituzionale accoglierà tali rilievi, le conseguenze saranno positive per tutti i soci dell’A.N.F.I. e pensionati.
Il prossimo autunno si preannuncia quindi decisivo. La parola torna alla Corte Costituzionale, e con essa la possibilità di riaprire una partita che molti davano già per chiusa.
Mario Avv Bacci

